martedì 22 febbraio 2022

Parte oggi 20 febbraio la ICE  #StopSettlements

Da oggi è possibile firmare per la Iniziativa Cittadini Europei per il blocco del commercio con gli insediamenti illegali. Per farlo ed avere ulteriori informazioni andate qui stopsettlements.org, 

firma e fai firmare!


Chiara Cruciati su IL MANIFESTO

Europa. Parte oggi la raccolta di un milione di firme per chiedere alla Commissione un quadro normativo sul commercio con i territori occupati. Dagli insediamenti israeliani a quelli marocchini: l’Ice promossa da oltre cento organizzazioni è diretta a tutti i casi di colonizzazione nel mondo – 




Basta affari con le colonie, è tempo di regolamentare le transazioni commerciali dell’Europa con entità basate su territori illegalmente occupati secondo il diritto internazionale. Ovvero di impedire l’ingresso nei mercati dell’Unione dei prodotti provenienti da colonie, ovunque si trovino.

È partita oggi la raccolta firme, lunga un anno, con cui una rete di oltre cento organizzazioni non governative europee e internazionali, movimenti di base e sindacati chiede all’Unione europea coerenza.

Si chiama ICE, Iniziativa dei Cittadini europei, e non è una semplice petizione: se paragonata al sistema legislativo italiano, è una sorta di legge di iniziativa popolare.

Ovvero uno strumento di democrazia diretta con cui i cittadini dell’Unione possono muovere una proposta legislativa alla Commissione, in qualità di – si legge nel testo dell’Ice – «Guardiana dei Trattati» e dunque responsabile della «coerenza delle politiche dell’Unione e il rispetto dei diritti fondamentali».

A promuovere l’iniziativa è il Coordinamento europeo per la Palestina. Con un obiettivo importante: un milione di firme da raccogliere entro un anno in tutti i paesi della Ue (ognuno con una soglia da raggiungere, pena la non ammissibilità dell’intera ICE: per l’Italia un minimo di circa 58mila firme) perché la Commissione europea discuta del blocco dell’importazione e dello scambio di merci con tutti gli insediamenti illegali costruiti in territori occupati, da quelli israeliani nei Territori palestinesi a quelli marocchini nel Sahara occidentale.

Si chiede dunque di fornire un quadro normativo applicabile a tutte le occupazioni e non a casi specifici (per i quali si opera con sanzioni mirate), sulla base di quanto dettato dal diritto internazionale che considera la colonizzazione di un territorio occupato crimine di guerra.

«La Ue considera gli insediamenti illegali un ostacolo alla pace e alla stabilità internazionali. Nonostante ciò la Ue autorizza il commercio con tali entità. Un commercio che genera profitto dall’annessione e che contribuisce all’espansione di insediamenti illegali nel mondo», spiega la campagna.

Per l’Italia, tra i tanti promotori dell’iniziativa ci sono Cobas, Fiom-Cgil, Arci, Assopace Palestina, Cospe, Libera, Medicina democratica, New Weapons Research Group, Ebrei contro l’occupazione, Fondazione Basso, Un ponte per, Cultura è Libertà. Potete trovare la lista completa, italiana e internazionale, su stopsettlements.org, dove da oggi ogni cittadino e cittadina italiani può depositare la propria firma.



lunedì 3 gennaio 2022

Desmond Tutu, le sue parole sulla Palestina

 


L'apartheid è stato orribile in Sud Africa ed è orribile quando Israele pratica la propria forma di apartheid contro i palestinesi, con posti di blocco e un sistema di politiche oppressive. Siamo contrari all’ingiustizia dell’occupazione illegale della Palestina. Siamo contrari alle uccisioni indiscriminate a Gaza. Siamo contrari all’umiliazione inflitta ai palestinesi ai posti di blocco. Siamo contrari alla violenza perpetrata da tutte le parti.

Ma non siamo contrari agli ebrei. Coloro che continuano a fare affari con Israele, che contribuiscono a un senso di “normalità” nella società israeliana, stanno rendendo un disservizio al popolo di Israele e Palestina. Stanno contribuendo alla perpetuazione di uno status quo profondamente ingiusto…

Oltre alla recente devastazione di Gaza, gli esseri umani perbene ovunque - compresi molti in Israele - sono profondamente turbati dalle quotidiane violazioni della dignità umana e della libertà di movimento a cui sono sottoposti i palestinesi ai posti di blocco. E le politiche israeliane di occupazione illegale e la costruzione di insediamenti di zone cuscinetto sui territori occupati aggravano la difficoltà di raggiungere in futuro un accordo che sia accettabile per tutti.


sabato 12 giugno 2021

GAZA HA BISOGNO DI TUTTI NOI



Dopo i terribili 11 giorni di bombardamenti su Gaza, la popolazione sta cercando di rimettersi in piedi e di riprendere una vita “normale” se così possiamo chiamarla

Molte case sono state distrutte o danneggiate, molte famiglie sono sfollate e hanno bisogno di tutto

Le nostre e vostre donazioni arriveranno alle famiglie che seguiamo tramite il nostro partner REC

Salaam Ragazzi dell’Olivo – Comitato di Milano – Onlus

IBAN IT48X0501801600000011047719

Vi ricordiamo anche l’emergenza sanitaria che stiamo sostenendo insieme all’associazione

 NWRG Onlus (IBAN IT59Y0501801400000011670924)